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 LATTERINO

Nome comune: Latterino
Nome dialettale siciliano: Lattarinu
Nome scientifico: Atherina boyeri

Distribuzione: Specie eurialina  presente sia in acque salmastre che dolci e marine Italia ( autoctona ), presente sia nelle acque salmastre costiere della Penisola che in alcuni laghi dell’Italia centro - meridionale ed insulare. In Europa: specie comune lungo le coste del Mediterraneo nonché, con frequenza minore, lungo quelle dell’Atlantico nord - orientale da Madera e dal Marocco fino all’Inghilterra ed all’Olanda.

Dove vive:
Sono specie eurialine, sopportano bene sbalzi di salinità, penetrano nelle lagune e negli estuari per riprodursi in primavera- estate; sovente si incontrano nei porti ed alla foce dei fiumi.

Segni particolari: Con il nome di Latterini si indicano due specie: il Latterino (Atherina boyeri), e il latterino sardaro (Atherina hepsetus). Entrambi sono piccoli pesci dal corpo affusolato ed il ventre tondeggiante dalla pelle ricoperta da piccole squame. Possiedono due pinne dorsali, il dorso è grigio verdastro con riflessi metallici cosparso di puntini neri, il ventre è bianco latteo. Taglia massima 13 cm.

Come si pesca:
Si cattura con reti a circuizione, tratte e sciabiche da spiaggia

Caratteristiche nutrizionali: Carni buone, leggermente amarognole, si apprezzano anche fritte; vi è una preparazione tradizionale che permette la conservazione in barattolo. Si distingue per l’elevatissimo contenuto di calcio, nessun alimento ne contiene così tanto.
100 grammi di carni di Latterini fresche contengono
Proteine: 14,6 g
Lipidi: 9,6 g
Fosforo: 350 mg
Calcio: 888 mg
Vitamina A: 113 ng
Energia: 145 Kcal


Fatti le ossa con i Latterini

Lo scheletro racchiude almeno il 99% delle riserve corporee di calcio e l’aumento di peso scheletrico è al culmine durante il picco di crescita dell’adolescenza. Il 45% circa della massa scheletrica dell’adulto si forma durante l’adolescenza, anche se la crescita prosegue ben oltre tale periodo, quasi fino a trent’anni. Tutto il calcio necessario per la crescita dello scheletro deve provenire dalla dieta.  

L’efficienza nell’assorbimento di calcio è soltanto del 30% circa, quindi è importante che la dieta fornisca un adeguato apporto di calcio per raggiungere la maggior densità ossea possibile.  

Raggiungere il picco di massa ossea nell’infanzia e nell’adolescenza è fondamentale per ridurre il rischio di osteoporosi negli anni successivi.  Il fabbisogno di calcio giornaliero consigliato è di 1200 mg. Se si confronta il contenuto di calcio di 100 g di latte corrispondente  123 mg con quello di 100 g di Latterini che arriva a ben 888 mg, ci rendiamo conto di quanto essi siano preziosi per la salute,  soprattutto di  adolescenti e anziani.